La testa

Quando mi arrabbio dico cose cattive che non riesco a fermare, mi fermo solo perché mi accorgo che non riesco a muovere le mani. È come se il mio stesso corpo avesse paura di me e si blocca. Nessuno si è mai accorto che smetto solo perché mi guardo le mani e non si muovono. Quando le persone non si accorgono che mi fermo solo perché le mani non si muovono mi sento ancora peggio.

Qui in campagna si muove tutto come sempre, è tutto uguale a sempre. Forse è per questo che torno sempre qua, quando sento che la testa si stacca dal corpo e mi guardo da fuori senza riconoscermi. Qui si muove sempre tutto allo stesso modo. Al mattino io e mio padre facciamo yoga, poi colazione, poi pranzo, dopo pranzo si legge, andiamo da mia nonna, caffè, cena, dopo cena si legge. Mia nonna che si lamenta, mio zio che odio. I vicini di casa sempre cordiali, ci lasciano la verdura, ci chiedono di andare a prenderci la frutta. I vicini nuovi hanno costruito la casa dove da piccola andavo a fumare le sigarette. Questa è l’unica cosa veramente diversa. Mi nascondevo dove adesso c’è il loro orto. Prendete tutta la frutta che volete. Una vera comunità.

Si muove tutto uguale. È la stessa cosa che mi piace dell’ashtanga. Non ci sono sorprese. Quando pratico so esattamente quello che succede dopo, posso concentrarmi solo su quello. Non ci sono pericoli esterni. Tutto si muove uguale e io posso rilassarmi, la testa si riattacca al corpo, sento che mi ringrazia.

Il mio amico d’infanzia non è d’accordo con questo mio attaccamento alla vita sempre uguale. Credo pensi che sto sprecando tempo. Qui. Un paese che ospitava Felicetto Maniero, lo sapevano tutti ma nessuno ha mai detto niente. Non so cosa ti fosse venuto in mente, volevi venire a vivere qui per sempre. Michela devi pensare meglio. Decidi con troppa fretta.

Anche le persone attorno a me qui in campagna si muovono con ritmi sempre uguali e mi calma la testa. Io so benissimo dove sono a qualsiasi ora. Gli altri vicini di casa, quelli più in là. E anche se non è vero, anche se nel buio delle loro case fanno cose che scoprirò solo anni dopo, l’apparente calma mi calma la testa. È come nello yoga. Non è vero che non faccio fatica, non è vero che è tutto sempre uguale eppure da fuori lo è.

Se mi sforzo posso far finta che tutto vada bene, anche se alla fine della pratica mi si stacca la testa e non sento più niente.che poi è il motivo per cui sono qui, davanti a lei, seduta in questa poltroncina gialla molto comoda, senza che lei se ne accorgesse ho letto metà dei titoli dei libri sistemati in quella scansia. Sono qui perché ho bisogno di trovare il modo per tenere la testa attaccata anche quando non faccio yoga. Mi sistemi la testa. Per favore.

Vorrei che il mondo fuori fosse organizzato senza sorprese come lo è la vita in campagna. Noiosa, sempre uguale. E non è vero che qui le persone sono più buone, sono solo cattive sempre allo stesso modo, non ti sorprende più di tanto la loro cattiveria.

Vorrei attaccarmi al braccio di mia nonna e non mollarla più. Vorrei che i miei vicini di casa mi chiedessero di prendere la frutta per sempre. Non capisco in che modo la noia possa essere l’opposto della felicità. Non capisco in che modo la ripetizione cancelli la bellezza. Ho bisogno che tutto si fermi perché sto perdendo la testa e ho paura di non ritrovarla più.

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